Pietro Gubellini, o, come lo chiamano i suoi tifosi, “Pippo”, è
nato a Milano il 24 luglio 1969 e proviene da una “stirpe” ippica
di lusso. Il nonno Pietro, infatti, è stato un grande fantino e va considerato
uno dei jockey italiani più importanti, essendo stato, tra l’altro,
per gran parte della carriera, il fantino della scuderia di Federico Tesio. Il
suo nome, in particolare, è legato a Nearco, uno dei tanti campioni creati
da quel grandissimo allenatore che era Tesio. Papà Edoardo ha iniziato
anche lui la carriera come fantino ma poi, per problemi di peso, volendo comunque
restare nel mondo dei cavalli, ha spostato l’obiettivo sul trotto, il che
gli ha consentito di non rinunciare... ai piaceri della tavola. E in pista, Edoardo
non è stato da meno del padre Pietro, distinguendosi come uno dei migliori
driver italiani, vincendo tantissimo in Italia e raccogliendo peraltro anche buoni
risultati all’estero. In ricordo del padre Pietro, tragicamente scomparso
in corsa a Milano, Edoardo ha imposto al proprio figlio il nome Pietro, il quale,
proseguendo la tradizione di famiglia, sin dai primi passi si è subito
distinto come un guidatore di grandissimo talento. Oggi Pietro è sposato
con Livia Toniatti, figlia di Domenico e sorella di Roberto, grandi allevatori
e proprietari italiani, ed hanno due figli, Edoardo, che è nato nel 1997,
e Gaia, che ha invece visto la luce nel 2001.
La carriera di Pietro inizia nel 1988 e il “nostro” si fa subito intendere mettendo insieme 57 vittorie e 78 piazzamenti su un totale di 206 corse, il che significa 135 volte a premio su 206, con una percentuale di 65,53% di risultati positivi. L’anno dopo, nell’89, le vittorie di “Pippo” diventano 142, mentre nel ‘90 raggiunge quota 156. Nel 1994, dopo tre anni in cui le vittorie sono state un po’ inferiori, Pippo torna a migliorarsi con 159 vittorie e sfonderà poi il muro delle 200 vittorie nel 1996, raggiungendo quota 230, migliorandosi poi a 238 l’anno successivo. Un altro traguardo importante, in tema di vittorie, Pippo lo raggiunge nel 1999, quando supera le 300 vittorie con 323 successi. Poi i successi tornano a calare, ma questa “defezione” è il frutto di una scelta precisa che tende a privilegiare la qualità più che la quantità. A tutto il 2005, le sue vittorie in carriera sono 3581, i piazzamenti 4192 e le corse disputate 12.018.
Al terzo anno di attività, il 1990, il “nostro” è già sulla breccia: sono ben quattro, infatti, i gran premi che Pietro riesce a riportare, ovvero l’Encat, con Gainsford, il Riccardo Grassi con Its di Jesolo, il Gran Premio Orsi Mangelli con Antwerp Hanover (è il più giovane vincitore della classica milanese) e, infine, il Trinacria con Locus di Gia’. Il 1991 è un po’ più “magro”, perché Pietro riesce a vincere solo il Nazionale Filly con Nitria, ma nel 1992 le cose ricominciano a girare per il verso giusto e da lì sarà una escalation continua. Impossibile, quindi, elencare tutti i successi che Pippo ha ottenuto nei gran premi, ma sicuramente si può fare un elenco dei più importanti, cominciando dai due successi nel Gran Criterium (Ellymay nel 2003 e First Wise As nel 2004) e da quello ottenuto nell’Allevatori, sempre nel 2003, con Ellymay. Molte le vittorie nelle prove principali del calendario dei 3 anni: tre Derby (Avril nel 2000, Bluam Lb nel 2001 e Daguet Rapide nel 2003), due Orsi Mangelli (il già citato Antwerp Hanover nel 1990 e Zambesi Flash nel 1999), un Nazionale (Daguet Rapide nel 2003), due Giovanardi (Daguet Rapide nel 2003, Ellymay nel 2004), un Marangoni (Daguet Rapide nel 2003) ed un Italia (Frisky Bieffe nel 2005). Negli albi d’oro delle massime prove per 4 anni, il nome di Pippo si trova tre volte nell’Europa (Lets Go nel 2003, Daguet Rapide nel 2004 e Frisky Bieffe nel 2006), due volte nel Triossi (Zambesi Flash nel 2000 e Daguet Rapide nel 2004), una volta nel Continentale (Daguet Rapide nel 2004), una volta nel Grand Prix de l’Uet (Daguet Rapide nel 2004) e, non ultimo, il successo con Zambesi Flash nel Città di Follonica del 2000.
Molte anche le vittorie di Pietro nel circuito degli anziani: tre Gran Premio Duomo quando la classica fiorentina era ancora una grande prova di gruppo 1 (Crown’s Invitation nel 1992 e nel 1993, Kentucky Wine nel 1996), un Città di Montecatini (Crown’s Invitation nel 1993), due Campionato Europeo di Cesena (Kramer Boy nel 1998 e Pegasus Boko nel 2004), un Premio Unire (Crown’s Invitation nel 1992), un Premio Roma (Crowning Classic nel 1997), un Premio Turilli (Abano As nel 2002) ed un Campionato Europeo dei 5 anni, sempre con Abano As.
E all’estero? Considerando che le campagne in terra straniera si sono infittite solo negli ultimi anni, quel che ha saputo fare fino ad ora Pippo è sicuramente più che buono: nel 1993 si è aggiudicato con Crown’s Invitation una batteria dell’Elitlopp a Solvalla ed ha vinto, ad Enghien, il Prix de New York con Campo Ass. Nel 2001 si è imposto a Vincennes con Solar Effe nel Prix du Luxembourg per poi andare a vincere una batteria dell’Elitlopp, nello stesso anno, sempre con Solar, poi terminato secondo di Varenne in finale. Nel 2002, a Daglfing, sempre con il vecchio Solar Effe ha vinto il G. P. von Bayern, mentre l’anno successivo ha colto il successo nel Prix Helen Johansson, a Vincennes, con Zeffirella Rl ed ha poi fatto centro con Bordeaux As in una batteria della Sweden Cup, la classica svedese che si disputa il sabato precedente la domenica dell’Elitlopp.
E, infine, tra i grandi traguardi di Pippo non va dimenticato anche il titolo di Campione Europeo che si è aggiudicato addirittura nel 1990, ovvero a solo 21 anni e dopo neanche tre anni pieni di attività. Con questa vittoria, a tutt’oggi, Pippo è il più giovane vincitore del Campionato Europeo. Come dire: se il buongiorno si vede dal mattino...